PLUSDOTAZIONE O GIFTEDNESS

Plusdotazione

Arrivano spesso in consultazione per un disagio comportamentale (agitazione psicomotoria, difficoltà ad entrare in relazione nel gruppo dei pari, ansia sociale), o per difficoltà scolastiche (difficoltà di attenzione, difficoltà in matematica, nell’organizzazione del foglio, difficoltà nel sintetizzare, nello spiegare un processo del pensiero che solitamente appare astratto o divergente, o più semplicemente nel comprendere e seguire la metodologia lineare dell’apprendimento).

Inizia così, per questi bambini con apparenti difficoltà, un percorso di valutazione cognitiva, degli apprendimenti ed anche emotiva. Poi arriva il risultato che sorprende tutti, soprattutto i genitori: mio figlio è plusdotato!

Cerchiamo di capire cosa significa essere Gifted e come riconoscerli. Se ci fermiamo al termine plusdotazione possiamo cadere in errore: mio figlio o mia figlia è più intelligente degli altri? Più veloce? Un genio?

Il termine inglese “gifted” aiuta ad avere una visione più ampia e realistica, perché questi bambini hanno doni che li differenziano dai bambini normodotati: il loro potenziale e il loro diverso funzionamento intellettivo.

Ma cos’è quindi la plusdotazione o giftedness?

Possiamo definirla come una complessa costellazione di caratteristiche genetiche, psicologiche e comportamentali che, secondo le più recenti statistiche, in Italia appartengono al 5% dei bambini in età scolastica. Parliamo, quindi, di una percentuale notevole, equivalente a circa 1 bambino per classe. I gifted, se confrontati con i loro coetanei, mostrano o hanno il potenziale per mostrare, livelli eccezionali di performance in una o più aree: abilità intellettiva generale, specifica attitudine scolastica, pensiero creativo, attitudine alla leadership, arti visive e dello spettacolo. Ma tutto questo non è la conferma di futuri successi, personali o lavorativi, perché il bambino plusdotato svilupperà il suo potenziale se e solo se viene precocemente identificato e sostenuto durante tutto il suo percorso accademico. Un esempio di fenomeno negativo, legato al mancato riconoscimento dell’alto potenziale degli studenti, è rappresentato dall’underachievement – discrepanza tra il rendimento scolastico e gli indici di capacità, come il Quoziente Intellettivo (Davis & Rimm, 1989) – che in molti casi produce drop-out e/o problematiche connesse al disagio socio-relazionale.

Quando possiamo parlare di plusdotazione cognitiva?

Il quoziente intellettivo è una misura statistica volta ad individuare le abilità cognitive che supportano quello che chiamiamo intelligenza. Il bambino normodotato ha un Q.I che rientra tra 85 e 115. I bambini con Alto Potenziale (A.P) sopra il 120 e i Gifted sopra i 130.

I bambini ad alto potenziale, però, non sono tutti uguali e non esiste il profilo standard del bambino plusdotato. Le abilità variano tra i diversi bambini così come le loro caratteristiche personali. Dall’osservazione clinica, si evince una grande eterogeneità di casi e l’unica certezza riscontrata è che si tratta di bambini con caratteristiche di unicità, come la velocità e lo stile con cui acquisiscono ed elaborano le informazioni, e le loro caratteristiche di personalità e comportamento sociale.

Rispetto all’area degli apprendimenti, generalmente, imparano più velocemente, precocemente e in modo qualitativamente differente dai loro coetanei. Alcuni bambini sono competenti in molte aree, altri possono sviluppare un potenziale eccezionale solo in un’area d’interesse (es. materie scientifiche). Dunque tra i bambini Gifted (ma anche tra gli adulti gifted) è possibile distinguere una particolare categoria caratterizzata da specifiche caratteristiche molto marcate:

  • Precoce e ampio sviluppo del linguaggio;
  • Elevata abilità di ragionamento astratto e di problem solving;
  • Ottima memoria;
  • Alti livelli di curiosità e di motivazione intrinseca ad apprendere;
  • Alti livelli di energia motoria;
  • Reazioni emotive intense al dolore, alla frustrazione e al rumore;
  • Elevata sensibilità ed empatia;
  • Alti livelli di perfezionismo;
  • Difficoltà a regolare le proprie emozioni.

Quest’ultimo aspetto, relativo alle emozioni, può rappresentare un ostacolo nel momento in cui devono modulare l’intensità dei loro vissuti interni e adeguare il proprio comportamento al contesto. Lo vedremo più avanti.

Ma fermiamoci un attimo: alcuni di questi bambini, nonostante le grandi capacità creative e di pensiero astratto, possono mostrare un disinteresse per la scuola o mostrare difficoltà negli apprendimenti. E questo spesso avviene a causa anche del mancato riconoscimento e per la specificità del funzionamento psicologico della giftedness.

Il bambino Gifted utilizza maggiormente l’emisfero destro, deputato al trattamento simultaneo, all’intuizione, la sede della creatività e del pensiero divergente piuttosto che il sinistro, luogo del trattamento sequenziale dell’informazione, della logica e del linguaggio. Si ipotizza che nel bambino Gifted ci sia una simultanea attivazioni dei due emisferi e che questo permetta loro di raggiungere forme sociali di conoscenza e di apprendere nei contesti scolastici in maniera differente dai pari normodotati. La simultaneità da una parte facilita il pensiero arborescente, arricchisce le associazioni e il pensiero creativo e laterale, ma dall’altra può comportare difficoltà nel selezionare e scegliere l’informazione pertinente, finendo per inibire l’intensità e la complessità di elementi che si devono gestire.

Non si può parlare di plusdotazione senza parlare di emozioni.

I bambini Gifted sono caratterizzati da una forte intensità emotiva (chiamata iperstimolazione, “overexitability” – Dabrowsky, 1996), che diventa evidente in alcuni dei loro comportamenti come il bisogno di essere sempre in movimento quasi senza stancarsi mai (i. psicomotoria), un’intensità maggiore nel percepire attraverso i cinque sensi tanto da essere distratti o eccitati creativamente da stimoli esterni, la necessità di imparare facendo domande profonde e atipiche per la loro età e senza sosta (i. intellettiva), il vagare con la mente, creando mondi fantastici in cui rifugiarsi (i. immaginativa), o il vivere appunto tutte le emozioni in maniera amplificata e spesso fuori contesto (i. emotiva).

Tutto questo come si traduce in ambito scolastico?

Nell’apprendimento scolastico tradizionale, l’allievo Gifted ha frequenti cali di attenzione poiché anticipa le informazioni che risultano necessarie ai suoi coetanei,  tende ad isolarsi in riflessioni personali, poiché la sua attenzione non viene attivata dalla lezione, sopraggiunge la noia e non riesce, così, ad inibire le stimolazioni motorie, sensoriali o immaginative che lo caratterizzano, dando luogo a comportamenti di distrazione che non gli consentono di apprendere in maniera armonica e lineare, perdendo, paradossalmente, dettagli anche semplici della lezione e diventando inefficace in correttezza e precisione.

Il cervello delle persone ad alto potenziale, con predominanza dell’emisfero destro, non scarta di default alcun elemento. Un’opera, infatti, può avere mille volti con un flusso continuo di connessioni, un’invasione di tante piccole idee che, messe insieme, possono trasformarsi in altre idee estremamente originali. L’arborescenza devia il corso del pensiero e genera innumerevoli affluenti che trascinano il gifted in una sorta di fitta rete di canali di pensieri tra loro connessi. Il pensiero divergente, che nasce da un deficit di inibizione latente e dell’abilità di pianificazione, al contrario del convergente e sequenziale, può così sviluppare nuove idee ed è alla base della creatività.  Tutto questo rende i gifted intuitivi, veloci analogici e creativi, e contemporaneamente con delle difficoltà nell’apprendimento scolastico e in tutte le situazioni che richiedono rigore, precisione, sequenze ed organizzazione.

Caratteristica più comune di questi bambini: Sviluppo asincrono

L’asincronia fa riferimento ad una asimmetria nello sviluppo del bambino dal punto di vista emotivo e intellettivo, in cui si manifesta un livello cognitivo sopra la media accompagnato da una non corrispondente maturità emotivo-relazionale. Ne consegue una situazione di forte stress, a livello sia emotivo che sociale.

Questa asincronia nello sviluppo aumenta all’aumentare delle capacità cognitive. Queste e altre caratteristiche rendono unica e particolare la persona plusdotata: per questo è necessario che vi sia un contesto familiare, scolastico e di consulenza specifico adatto per consentirle il pieno sviluppo delle sue capacità.                                                        Il bambino plusdotato sviluppa il suo potenziale se viene precocemente identificato e supportato lungo il percorso accademico.  È infatti, presente il rischio di una discrepanza tra il rendimento scolastico di un bambino e gli indici di capacità che in molti casi porta all’abbandono scolastico. Soprattutto per i bambini con un QI superiore ai 140 l’elevata sensibilità, un mix ancora poco studiato e definito che permette loro di intuire, empatizzare, soffrire e gioire in maniera intensa ed assoluta, è fondamentale l’identificazione precoce per aiutarli ad utilizzare il proprio potenziale ed allenarlo emotivamente.

E se il sintomo nasconde il riconoscimento? Twice exceptional, Mis-Dignosi e diagnosi differenziale

Alcune caratteristiche tipiche della plusdotazione, come la presenza di elevati livelli di energia psicomotoria; una certa difficoltà nel tollerare la frustrazione, nel modulare l’intensità dei propri stati emotivi e nell’integrarsi pienamente all’interno del gruppo dei pari; un’elevata selettività nella scelta delle amicizie; la tendenza a discutere le regole che vengono imposte in maniera autoritaria, possono essere erroneamente intese come sintomi di una condizione psicopatologizzante. Spesso a questi bambini vengono erroneamente assegnate diverse diagnosi che minano profondamente il processo evolutivo di costruzione dell’identità minandone le basi dell’autostima e della propria intelligenza emotiva.

Le mis-diagnosi sono il frutto di una non conoscenza, formazione e comprensione delle caratteristiche di questa popolazione che pertanto possono essere confuse con comportamenti patologici.

Le twice excepetional o il bambino doppiamente eccezionale sono i soggetti gifted le cui difficoltà possono impedire l’identificazione di capacità superiori alla media o possono ostacolare lo sviluppo di specifici talenti proprio perché entrambi questi aspetti coesistono (Webb, 2005). Questi bambini sono consapevoli delle loro difficoltà e lottano per capire come mai nonostante la loro ottima comprensione non sono in grado di superare le difficoltà. Capiscono molto bene la richiesta ma non riescono a formulare alcuna risposta (Reis & Calbert, 2004).

Alcune diagnosi attribuite a bambini AP:

– Diagnosi di Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD). Questi bambini presentano disattenzione, tempi di attivazione motoria prolungati ed impulsività ma se impegnati in attività motivanti hanno un comportamento funzionale.

– Diagnosi di Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP). Sono bambini polemici, attaccano l’autorità, non accettano le regole e mancano di senso comune. Spesso questi bambini utilizzano un pensiero divergente e si sentono diversi dagli altri e giudicati. In questo caso bisogna verificare il pensiero creativo ed il pensiero logico.

– Disturbo Ossessivo (Doc). Sono bambini con tendenza al controllo e all’ eccessivo perfezionismo.

– Disturbo Depressivo.  Sono bambini e più spesso bambine con un’elevata sensibilità e una forte percezione di diversità. Sviluppano vissuti di ansia e di tristezza che conducono alla chiusura e se non riconosciuti alla strutturazione di Ansie Sociali, Fobie e Depressione.

– Spettro autistico. Sono bambini che sviluppano atipie socio relazionali, manifestano reazioni intense di ipereccitazione dei sensi e immaginativa che si dirige sul versante delle fantasticherie.

– DSA. Alcuni bambini sviluppano il disturbo di apprendimento perché non riescono ad apprendere con metodi di insegnamento tradizionali.

– Disturbi Alimentari. Sono bambini e ragazzi molto sensibili alle percezioni corporee e alle percezioni del gusto che investono in queste aree le proprie difficoltà emotive. 

Altri bambini si iper-adattano alle regole scolastiche e sociali del gruppo e rischiano di essere dimenticati perché non danno problemi. Il rischio nel non essere visti è quello di strutturare un disagio emotivo comportamentale.

SERVIZI DEL CENTRO ALETHEIA

Il Centro offre percorsi a sostegno dei bambini, delle famiglie e degli insegnanti

Presso il Centro Aletheia è possibile procedere alla certificazione della plusdotazione e intraprendere percorsi terapeutici e riabilitativi per bambini, ragazzi e adulti gifted.

Il Centro offre percorsi formativi e attività dedicati a: